Quale futuro ci aspetta?

 

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Permane molta incertezza
su quali saranno i refrigeranti prossimi venturi

 
     

 

 

 

 

 

Il mondo della refrigerazione sta subendo una profonda trasformazione in seguito al mutato utilizzo delle tipologie di refrigeranti.

Da quando si è appurato che i fluidi tradizionali possono provocare danni all’ambiente, si sono affermati via-via nuovi tipi di refrigeranti, la cui caratteristica principale è quella di avere un impatto sull’ambiente sensibilmente inferiore o addirittura nullo.

La fase di profonde novità anche in campo legislativo, a livello di singole nazioni o di Comunità Europea (Regolamento CE 1005/09 per i CFC e HCFC e Regolamento CE 842/06 per gli HFC), non riesce comunque a fornire solide linee guida per orientare a seguire una strada piuttosto che un'altra.

Sostanzialmente due  sono i problemi ambientali che hanno provocato questa radicale trasformazione nel mondo del freddo: l'effetto serra ed il buco dell'ozono.

Ambedue i fenomeni implicano conseguenze ambientali piuttosto gravi: possiamo qui ricordare senz’altro, tra le più importanti, il progressivo scioglimento dei ghiacci polari a causa dell'aumento della temperatura media della Terra, con il conseguente innalzamento del livello medio degli oceani, il cambiamento delle tradizionali condizioni climatiche e meteorologiche, l’aumento dei rischi per la salute dell’uomo in seguito alla maggiore facilità con cui i raggi solari ultravioletti giungono sulla Terra.

Dopo la totale eliminazione dei  CFC e la prossima scomparsa degli HCFC, anche gli  HFC vengono ora discussi, in quanto comportano un non indifferente impatto sul surriscaldamento della Terra. In alcune nazioni (soprattutto dell'Europa del centro-nord)  agli HFC vengono preferiti i refrigeranti naturali (ammoniaca, idrocarburi, anidride carbonica) mentre in altre (Stati Uniti in testa) esiste ancora molta diffidenza verso il loro utilizzo, in quanto vengono ritenuti ancora troppo pericolosi per l'uomo.

Nella stessa Unione Europea non v'è una posizione univoca: alcuni stati membri, come l'Austria e la Danimarca, sostengono posizioni molto radicali e limitative sull'impiego degli HFC, altre sono meno rigide in materia.

La ricerca si sta svolgendo anche nella sperimentazione di nuove miscele (HFC e/o idrocarburi), le quali, però, comportano ulteriori problemi quando non godono della proprietà dell'azeotropicità.
Da questo punto di vista l'R410A si è affermato come nuovo refrigerante per il condizionamento, mentre R404A e R507 vanno per la maggiore per le basse temperature (refrigerazione commerciale)

 

 

 

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Refrigeranti del futuro

Ultimo accesso: 17/05/2012 ore 6.43.27

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