La ricarica del climatizzatore

 

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Procedura per ottenere
un risultato finale soddisfacente

 
     

Quando ci si accorge che il climatizzatore di tipo split è scarico, due sono le alternative.
Se il refrigerante perso è di poca entità è possibile fare il reintegro della carica, mentre se la perdita è più elevata è meglio procedere alla sostituzione completa della carica, soprattutto se c'è il fondato rischio che nell'impianto sia entrata aria.

Nel caso di reintegro prestare attenzione al tipo di refrigerante utilizzato: ricaricare un impianto a R22 non dà problemi, ma se si usano miscele (come l'R407C) è necessario avere cautela: la composizione della miscela dentro l'impianto potrebbe non essere più quella originaria e, in ogni caso, la carica va fatta liquida.

Nel caso di sostituzione occorre dapprima recuperare il vecchio gas.
Poi si procede a fare il vuoto. Conviene utilizzare una pompa a doppio stadio e fare il vuoto sia dall'alta che dalla bassa pressione. Il tempo d'esecuzione dipende dalla grandezza dell'impianto, ma in genere 25-30 minuti sono più che sufficienti. Raggiungere un livello di vuoto di 0,1 - 0,2 millibar è un ottimo risultato.

Per verificare la tenuta dell'impianto controllare con il vuotometro che il livello di vuoto raggiunto venga mantenuto nel tempo. Maggiore è il tempo di osservazione più sicuri si è della tenuta. Comunque un minimo di 10 - 15 minuti sono sempre necessari.

Per la ricarica a peso attenersi alle indicazioni del costruttore. 
Poiché essa è di difficile esecuzione se il climatizzatore è già montato, per la carica non a peso è necessario tenere presente la temperatura dell'ambiente  in cui si esegue l'operazione. Soprattutto quando essa avviene fuori stagione: con basse temperature (18-23 °C) le pressioni dell'impianto risulteranno più basse del solito e può accadere che l'evaporatore brini. Ma ciò è normale.

Come riferimento si consideri che la temperatura di evaporazione deve essere sui 5 °C quando l'aria dell'ambiente climatizzato è circa di 25 °C. Se quest'ultima è più bassa anche quella di evaporazione diminuisce. La temperatura di condensazione è di circa 15 °C superiore a quella dell'aria esterna. Le pressioni dipendono dal tipo di refrigerante utilizzato e sono ricavabili dalle apposite tabelle.

Per ottimizzare la carica riferirsi anche alla temperatura dell'aria che esce dall'unità interna (circa 10-15 °C meno di quella dell'aria del locale climatizzato), al valore del surriscaldamento e del sottoraffreddamento.

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