|
|
|
|
Obiettivi
|
Comprendere la differenza esistente tra calore sensibile e calore latente.
|
|
|
Comprendere
che in tutti i cambiamenti di stato della materia la temperatura non varia
|
|
|
|
|
Requisiti
iniziali
|
Conoscenza
del concetto di temperatura e di calore
|
|
|
Comprensione
della differenza esistente tra calore e temperatura
|
|
|
Conoscenza
della scala termometrica dei gradi Celsius
|
|
|
Conoscenza
degli stati della materia e dei relativi cambiamenti di stato, con
particolare riferimento all’acqua
|
|
|
|
|
Strumenti
occorrenti
|
Un
bicchiere contenente ghiaccio a temperatura
inferiore a 0 °C
|
|
|
Un
termometro con sonda e display digitale
|
|
|
Opzionale:
Una fonte di calore concentrata (termosifone,
fornelletto,ecc.)
|
|
|
|
|
Descrizione
dell’esperimento
|
Inizialmente
la temperatura del ghiaccio contenuto nel bicchiere aumenta.
Giunti a 0 °C la temperatura si
stabilizza fino a quando tutto il ghiaccio non si è sciolto.
Avvenuto ciò, la temperatura ricomincia ad aumentare.
|

|
La situazione
iniziale della prova. Si notano il termometro, la sonda ed il
bicchiere contenente il ghiaccio
|
|
|
|
|
|
Conduzione
dell’esperimento
|
Far
notare che il bicchiere acquista calore dall’ambiente o dalla fonte di
calore in quanto si trova ad una temperatura inferiore ad esso
|
|
|
Far osservare
l’andamento delle temperature nel tempo del bicchiere ed in particolare
che, pur acquistando calore dall’esterno, esso mantiene la sua
temperatura costante a 0 °C dal momento in cui inizia la fusione del
ghiaccio fino a quando essa non ha termine
|
|
|
Invitare
a confrontare il tempo necessario per la fusione completa del ghiaccio e
il tempo necessario all'innalzamento della temperatura (anche di molti
gradi) dell'acqua
|
|
Diagrammare
le temperature misurate in un grafico
|
|
|
|
|
Risultati
|
Ecco
la rappresentazione grafica qualitativa attesa dall’esperimento:
 |
|
|
|
|
Conclusioni
|
Calore
e temperatura sono due grandezze fisiche in relazione tra loro, ma non
sempre una somministrazione o una sottrazione di calore ad un corpo
comporta una variazione della sua temperatura. Infatti durante un
cambiamento di stato il calore che viene fornito o sottratto al corpo
viene “consumato” dalla sostanza stessa per modificare i legami
interatomici che portano alla modifica dello stato della materia. La
quantità di calore (latente, cioè “nascosto”, poiché non implica
una variazione di temperatura) necessaria per far avvenire il cambiamento
di stato risulta di entità molto superiore rispetto alla quantità di
calore (sensibile, cioè che porta ad un aumento della temperatura della
sostanza) che è necessario fornire/sottrarre alla sostanza anche per
produrre una notevole variazione della sua temperatura.
Quanto osservato per l’acqua è estendibile a tutti i tipi di sostanze,
ivi compresi i normali refrigeranti utilizzati nell’industria del
freddo, purché essi siano monocomponenti.
|
|
|
|
|
Applicazioni
|
In
un impianto frigorifero il calore latente utilizzato per sbrinare
l’evaporatore, quando è ricoperto di ghiaccio, non porta ad un aumento
della temperatura al di sopra di 0 °C all’interno del vano refrigerato.
Di conseguenza nemmeno i cibi conservati subiscono un aumento di
temperatura che può essere dannoso per la loro corretta conservazione nel
tempo.
|
|
|
In
un impianto frigorifero l’evaporatore viene attraversato da un liquido
refrigerante che, acquistando calore da un fluido (aria o acqua) posto al
di fuori dell’evaporatore stesso, ne produce il raffreddamento mediante
la sottrazione di una certa quantità di calore. Tale calore, producendo
il cambiamento di stato del refrigerante, è di tipo latente.
|
|
|
Un
corpo che sta subendo un repentino riscaldamento può essere raffreddato o
comunque mantenuto a temperatura costante semplicemente avvolgendolo con
uno straccio bagnato (il calore, infatti, viene “consumato” dal
processo di evaporazione dell’acqua contenuta nello straccio).
|
|
|
La
cottura della pastasciutta avviene a temperatura costante in quanto
durante tale fase l’acqua è in ebollizione
|
|
|
|