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Breve storia della termodinamica |
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1597
'700
1738
1796
'800
1824
1847
1850
1851
1864
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Il mondo della refrigerazione deve il suo sviluppo alle conquiste della termodinamica. La termodinamica è una scienza fenomenologica, che si è evoluta nel corso dei secoli grazie alle continue osservazioni e sperimentazioni. Raramente le sue conquiste sono state frutto di dimostrazioni teoriche. Gli albori I primi studi sul calore furono condotti da Galileo Galilei, verso la fine del 1500. Egli costruì un rudimentale termometro (il termoscopio) nell'intento di misurare le variazioni di temperatura dei corpi. Nel
XVIII secolo si afferma la concezione storico-evolutiva dei sistemi. Nel 1738 Eulero afferma che "il calore consiste in un certo moto delle
particelle dei corpi". Nel 1796 Thompson pone in dubbio la teoria del calorico fortemente sostenuta fino ad allora da molti scienziati come Cavendish, Lavoisier, Volta, Gay-Lussac e Carnot. I principi della termodinamica nascono dall'esperienza Nei primi anni del XIX secolo vede la luce il postulato di Fourier: la quantità di calore che attraversa un superficie in un certo tempo risulta funzione del gradiente di temperatura. Nel 1824 Carnot elabora la prima formulazione del 2° Principio della
Termodinamica, favorito dal fatto che suo padre si interessava dello studio
dell'efficienza delle macchine termiche: una macchina termica per produrre
lavoro deve lavorare tra una sorgente calda ed una fredda. Attorno alla metà del secolo Clausius e Maxwell pongono in evidenza la dicotomia esistente tra la reversibilità dei processi meccanici e l'irreversibilità dei processi termici. Lo sviluppo della termodinamica Nel
1847 Joule e Mayer stabiliscono l'equivalenza tra calore e lavoro. Sempre
nel 1847 Helmholtz formula il principio di conservazione dell'energia
termomeccanica (1° Principio della Termodinamica). Nel
1850 Clausius rivisita la teoria di Carnot, la libera dell'influenza
sostanzialista ed introduce la funzione di stato energia interna.
Nel 1851 anche Lord Kelvin rielabora il lavoro di Carnot ed afferma che risulta impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato è quello di assorbire calore da una sola sorgente e di riuscire a trasformarlo tutto in lavoro. Nello stesso periodo si pone distinzione tra trasformazioni spontanee e non
spontanee e si mette in luce il carattere di irreversibilità dei processi
naturali. Kelvin afferma che l'energia si conserva (1° Principio) ma anche che si
degrada (2° Principio). Sempre di quel periodo è la definizione della scala assoluta di temperature da parte di Kelvin. L'irreversibilità Clausius
si concentrò sulla questione della quantificazione dell'irreversibilità
dei fenomeni e propose una funzione di stato che caratterizzava lo
scostamento dei fenomeni da quelli reversibili: l'entropia. |
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